Si è concluso ieri il Savignano immagini festival, una tre giorni di fotografia distribuita e ben spalmata in lungo e in largo per tutto il centro storico del bel paese romagnolo.
Ci sono stato, mi piace andare a questi festival dove la fotografia si integra in un contesto e non è limitata ad un unico ambiente, ho la sensazione di viverla e assaporarla meglio, scoprendo quanto c’è a disposizione un po’ alla volta, programma alla mano e cartina del luogo per non perdere neanche una delle tante proposte.
Ci sono state mostre e proiezioni ovunque, vari dibattiti e incontri, un concerto per la notte bianca dedicata alla fotografia. C’era anche Settimio Benedusi,
noto e prestigioso fotografo di moda, che, con la massima semplicità, ha dato il suo contributo sedendosi ad un tavolino, indossando una maglietta con la scritta “parlo con chiunque di qualsiasi cosa” e parlando con chiunque probabilmente di qualsiasi cosa. Non sono riuscito a sedermi a quel tavolo, dopo vari passaggi mentre era impegnato con altre persone, a una cert’ora è scomparso. Mi sarebbe piaciuto scambiare quattro chiacchiere , magari anche solo del “fotometro”, lo strumento di misura per valutare un fotografo da lui coniato recentemente in un post sul suo blog che consiglio vivamente di seguire (a questo link), (qui) il post al fotometro 1 e (qui) al fotometro 2.
Trovo che i festival di questo tipo
siano molto stimolanti, concentrati di vera e viva fotografia, di persone che la vivono e non la subiscono, occasioni sempre valide per arricchirsi ulteriormente, per aprire sempre di più gli occhi e la mente aggiungendovi nuovi tasselli di conoscenza.